Luigi De Laurentiis, figlio del patron del Napoli e attuale presidente del Bari, ha lasciato un’intervista al Mattino:
Non nascondo che ho pianto , perché vincere è bello. Una promozione sognata e ottenuta dopo anni di esperienza al fianco del padre nella gestione del Napoli. Quando gli chiedono quanto e cosa ha imparato da Aurelio negli anni partenopei, Luigi risponde: “La gestione della piazza, comprendere le esigenze dei tifosi. Non è semplice. Perché una piazza non si accontenta mai. È la natura umana, anche noi siamo così. L’altra notte erano in duemila alle 2 del mattino a farci festa di ritorno da Latina ed erano lì a urlare: Presidente vogliamo la serie A. Ecco, piano piano… Godiamoci questo trionfo che non era per nulla scontato anche se voluto e meritato”. Con il Bari in B, il Sub torna grande riportando in alto una piazza storica che se mai dovesse ottenere addirittura la Serie A dovrebbe affrontare il problema della multiproprietà: “Lo stiamo già facendo con gli avvocati – spiega Luigi De Laurentiis -. Ma sono giorni belli, sono momenti che inseguivo da quattro anni in cui abbiamo vissuto tante difficoltà e ingoiato anche molte delusioni. C’è tempo per affrontare questa vicenda”. Poi un pensiero al Napoli e a un titolo che non sembra poi così lontano: “Sarebbe lo scudetto di tutto il Sud. La squadra è lassù, a lottare con Inter e Milan. È bello vederla così competitiva giocare alla pari contro tutti. Sono anni che il club è leader in Italia e in Europa”. Nell’attesa del responso definitivo per il quale servirà un forcing finale non indifferente da parte degli azzurri di Spalletti, De Laurentiis Junior spiega quali sono le caratteristiche che ha imparato dal padre: “Bisogna anche saper essere psicologi quando si guida un club e poi devi essere pronto a prendere ogni tipo di insulto, senza reagire. In ogni stadio dove sono andato sono stato sommerso di parolacce: bisogna avere le spalle larghe. Come lui le ha nel Napoli. Un autentico maestro”.
