Umberto Chiariello, noto giornalista, ha rilasciato come consuetudine la sua analisi della partita tra Napoli-Milan:
Sarà una maledizione, ma a Napoli i sogni muoiono sempre all’alba. Il Napoli si era tirato fuori dal giro scudetto già alla fine del girone d’andata, ma le avversarie l’avevano riportato abbondantemente dentro. Il Napoli non ha fatto un girone straordinario, ma comunque aveva ottenuto 18 punti, l’andamento migliore di un gruppo di squadre che sembra non voler correre. L’Inter si era piantata, il Milan tra problemi arbitrali e tutto quello che volete non aveva avuto un cammino esaltante. Tanto è che la Juve, che gioca malissimo, quatta quatta con 14 risultati utili consecutivi, lancia qualche segnale da dietro.
Il Napoli oggi aveva la grande occasione della vita, perché un campionato così senza padroni quando succede più. Era la sfida per arrivare al primo posto in solitaria e il Napoli l’ha persa meritatamente, perché ha giocato male senza fare un tiro in porta. Oggi per trovare il peggiore bisogna tirare in correità tanti di loro, perché alcuni sono stati proprio inesistenti. Insigne e Zielinski non hanno toccato palla, Politano, Lozano e Mertens evanescenti. Fabian Ruiz addirittura inguardabile, già a Roma con la Lazio lo era stato poi aveva trovato quel gol da copertina che aveva consentito al Napoli di vincere quella partita difficilissima. La Lazio infatti è in grandi condizioni, il lavoro di Sarri sta facendo bene tant’è vero che a Cagliari dove noi abbiamo sofferto l’indicibile ha maramaldeggiato 3-0. La partita col Milan non chiude statisticamente le porte dello scudetto al Napoli, perché la vetta è sempre a 3 punti o forse 4 se l’Inter va a vincere nel recupero a Bologna, ma mancano 10 partite alla fine. E’ come il Napoli, così come a Cagliari, il modo che ancor ci offende perché non ha giocato. Solo un quarto d’ora che ci andato un po’ di speranza. Al di là di quel Victor Osimhen che si è danno l’anima come un diavolo, che ci ha messo tutto sé stesso e non gli si può dire nulla, dove è stato il Napoli? Dove era quella squadra capace di fraseggiare a centrocampo, di uscire dal basso, di far male con i suoi trequartisti, di trovare la profondità e l’ampiezza. Non c’è stato nulla di tutto ciò, non si è vinto un contrasto, spenti atleticamente, passaggi sbagliati su passaggi sbagliati
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