Napoli–Bodø/Glimt 4–3 · Editoriale
De Bruyne illumina, McTominay trascina: il Napoli riaccende la Champions
Un De Bruyne sontuoso in regia e la doppietta di un ritrovato McTominay regalano i primi tre punti europei. Il Napoli riparte, ma Allegri richiama tutti alla fragilità difensiva: il calendario chiede progressi immediati.
· Redazione Napolipedia
La vittoria che restituisce una direzione
Il Napoli trova finalmente i primi tre punti di questa Champions League. Il 4–3 al Bodø/Glimt restituisce fiducia, riapre il percorso europeo e offre due immagini da portare oltre questa serata: un De Bruyne sontuoso nella conduzione del gioco e un McTominay che torna a incidere con una doppietta spettacolare. Il talento dei due centrocampisti fa la differenza quando la partita rischia di sfuggire di nuovo.
Si può festeggiare senza perdere lucidità. Il Napoli viene raggiunto due volte e concede ancora una rete nel recupero. Ha la forza per ripartire, ma deve trovare anche il modo di non rimettere continuamente in discussione ciò che costruisce.
De Bruyne, finalmente brillantissimo
La scelta di arretrare De Bruyne davanti alla difesa dà al Napoli un riferimento riconoscibile. Kevin è finalmente brillantissimo: riceve più vicino all’origine dell’azione e trova la giocata che accompagna l’inserimento dei compagni. Il passaggio per il primo gol di McTominay, con Lang che lascia scorrere il pallone, è l’immagine migliore della sua serata. Nella ripresa i due tornano a combinare e Scott colpisce il palo.
Qui sta il valore della prova del belga: rende possibile un calcio nel quale il movimento riceve subito una risposta. È una soluzione da coltivare, proteggendola però con le distanze della squadra. La qualità del regista può aprire una difesa; il controllo delle ripartenze avversarie richiede il lavoro di tutti.
McTominay ritrovato, con due gol diversi
Scott riappare nei luoghi in cui sa cambiare una partita: dentro l’area, sul tempo dell’ultimo passaggio. Il primo gol nasce dall’intesa con De Bruyne e trova anche una deviazione favorevole. Il secondo è uno stacco di testa imperioso sul cross di Politano: coordinazione, forza e scelta del momento. Due reti diverse, unite dalla capacità di attaccare lo spazio prima che il difensore riesca a chiuderlo.
Il ritrovato McTominay è soprattutto questo: un centrocampista che offre al Napoli un’uscita verso il gol anche nelle fasi meno ordinate. Politano merita un posto accanto a lui e Kevin nel racconto della vittoria: apre la serata con un sinistro al volo e prepara il nuovo vantaggio dello scozzese.
Quattro reti non cancellano quelle concesse
Il Bodø/Glimt risponde con il proprio gioco, trova il pareggio con Hauge e poi con Helmersen. Il Napoli deve quindi ricominciare due volte. Nel finale la pressione di Giovane propizia l’autorete di Bjørtuft, prima del gol di Fet che chiude il punteggio. Il quarto sigillo azzurro resta un’autorete: il merito dell’azione non cambia l’attribuzione del gol.
Nella nostra lettura, il problema più evidente è la facilità con cui gli avversari riescono ad avvicinarsi all’area e a trovare un passaggio utile. Il Napoli ha bisogno di difendere meglio prima che l’azione arrivi all’ultimo duello. Chiedere ogni volta una giocata risolutiva ai migliori rende fragile anche una squadra capace di segnare quattro volte.
Il dopogara di Allegri: entusiasmo con un compito preciso
Allegri non usa i tre punti per chiudere la discussione. «Il risultato cambia l’opinione», osserva nel dopogara, ma richiama i problemi che rimangono vicino all’area. Il nodo riguarda le traiettorie di passaggio: la prima pressione viene superata troppo facilmente e chi difende più indietro si trova esposto. In conferenza insiste sullo stesso tema: «Passano troppe palle tra le linee».
La scelta di De Bruyne in regia comprendeva anche l’esigenza di far riposare Lobotka. Il tecnico apprezza il contributo del belga, ma frena anche sull’idea di uno Scott già al massimo: «non è ancora il vero Scott». Il recupero di condizione di McTominay e Anguissa può aiutare. La nostra valutazione è che debba accompagnarsi a distanze e letture migliori: Allegri chiede alla squadra intera di proteggere i difensori, non soltanto ai difensori di correggere ogni errore.
Il cammino fatto: tre punti, cinque gol segnati e sette subiti
Dopo lo 0–1 contro l’Arsenal e il 3–1 subito a Villarreal, questa vittoria porta il Napoli a tre punti in tre gare. Il bilancio europeo è di cinque reti segnate e sette incassate, con una differenza reti di meno due. L’attacco torna a dare una risposta importante; la continuità difensiva è ancora da costruire.
La qualificazione resta possibile. Le prime due sconfitte hanno però consumato margine e il successo sul Bodø/Glimt serve a riaprire la corsa, non a mettere già al sicuro un posto. La terza giornata si completa il 21 ottobre: fissare adesso una posizione definitiva o una quota certa per qualificarsi sarebbe prematuro.
Cinque partite per trasformare la risposta in un percorso
Il calendario propone subito due trasferte: Porto il 4 novembre e Manchester City il 24. Seguiranno Club Brugge al Maradona l’8 dicembre, Sabah in trasferta il 20 gennaio e Viking in casa il 27 gennaio. Tre delle cinque gare rimaste si giocheranno quindi lontano da Napoli.
Porto è il primo esame della capacità di portare fuori casa ciò che ha funzionato contro i norvegesi. A Manchester serviranno compattezza e qualità nelle uscite: concedere gli stessi varchi sarebbe particolarmente rischioso. Le ultime tre partite possono diventare occasioni decisive per raccogliere punti, ma considerarle già vinte ripeterebbe l’errore di leggere il valore di un’avversaria soltanto dal nome.
Le prime otto della fase campionato vanno direttamente agli ottavi; dalla nona alla ventiquattresima si passa attraverso i playoff. Chi finisce più indietro è eliminato. Per il Napoli la priorità concreta è rientrare stabilmente nella corsa alla qualificazione. Tre vittorie nelle cinque gare restanti lo porterebbero almeno a dodici punti: uno scenario di lavoro, non una soglia che garantisca il passaggio.
De Bruyne e McTominay hanno mostrato quanto può valere questo Napoli quando i suoi migliori si trovano. Ora bisogna costruire intorno a quella qualità una squadra capace di concedere meno. I primi tre punti sono arrivati: per farli diventare l’inizio di qualcosa, servirà ripetere le cose belle e correggere quelle che Allegri ha indicato con chiarezza.
I numeri
- Partita
- 20 ottobre 2026 · Napoli–Bodø/Glimt 4–3
- Champions
- 3 punti in 3 gare · 5 gol fatti, 7 subiti
- Prossimo impegno europeo
- 4 novembre 2026 · Porto–Napoli