Napoli–Roma 3–3 · Editoriale
Un grande Napoli, una vittoria buttata: la bellezza e la rabbia di Napoli–Roma
La rovesciata di Anguissa, un McTominay trascinante e una grande prova davanti al Maradona. Ma il Napoli spreca due vantaggi: la scelta di Beukema sul pareggio finale pesa su un’occasione perduta.
· Redazione Napolipedia
Una grande prova, un pareggio che brucia
Ci sono pareggi che restituiscono fiducia e pareggi che lasciano addosso la sensazione di aver buttato via qualcosa. Napoli–Roma appartiene alla seconda categoria. Il 3–3 del Maradona racconta una partita bellissima, ma per gli azzurri il piacere del gioco si mescola alla rabbia: prima il doppio vantaggio, poi la forza di tornare avanti, infine un’altra vittoria che sfugge.
La grande prova del Napoli va riconosciuta senza esitazioni. Questa squadra ha costruito occasioni e mostrato una qualità offensiva che può diventare una strada. Il risultato non cancella ciò che ha funzionato. Allo stesso tempo, aver giocato bene rende ancora più dolorosi i due punti perduti: quando trovi una serata così, devi riuscire a portartela a casa.
Anguissa e McTominay, il calcio che riempie gli occhi
La rovesciata di Anguissa è il gesto che accende il pomeriggio: coordinazione e coraggio dentro un’area affollata. Il suo rientro dà al centrocampo una presenza preziosa. Il primo gol di McTominay, di testa sul cross di Politano, porta il Napoli sul 2–0 e sembra dare una forma concreta alla superiorità costruita.
Poi la gara cambia. Soulé riapre tutto e Balerdi pareggia. Qui arriva una risposta che merita attenzione: il Napoli non si limita a rimpiangere le occasioni precedenti. McTominay trova ancora il colpo per il 3–2. Lo scozzese offre una via verso il gol anche quando la partita perde ordine. La sua doppietta avrebbe meritato un finale diverso; il compito della squadra era proteggerla.
L’occasione persa comincia prima dell’ultimo minuto
Gollini tiene in piedi la Roma con interventi importanti, compreso quello su Politano che impedisce il terzo gol quando il Napoli è avanti di due. Anche Meret e il palo sul tentativo di Cristante ricordano quanto l’incontro fosse aperto. La Roma ha il merito di restare nella partita e di cambiarla con le sostituzioni. Riconoscerlo aiuta a capire il rimpianto azzurro.
Perché l’occasione persa non si esaurisce nell’episodio finale. Si vede già nella difficoltà di governare il tratto successivo al 2–0. Una squadra che vuole risalire la classifica deve saper attraversare quei minuti: scegliere quando insistere, quando rallentare, quando restare vicina. Non serve rinunciare al proprio calcio. Serve dargli una durata che arrivi fino al fischio conclusivo.
Beukema, una follia calcistica nel momento decisivo
Sul 3–2 c’è il contatto fra Beukema e Balerdi. Il difensore del Napoli va a terra; il gioco continua, Wesley prepara il cross e Balerdi trova il colpo di testa del pareggio. Beukema si rialza e prova a recuperare, ma arriva tardi. La revisione conferma il gol.
È una follia calcistica: affidare una situazione ancora viva alla speranza di un fischio. L’azione va seguita finché l’arbitro non la ferma. Il giudizio riguarda quella scelta, pesantissima, non autorizza a trasformare un errore nel ritratto definitivo di un calciatore. Ma sarebbe altrettanto sbagliato diluirne la responsabilità: a quel punto della gara, il Napoli aveva bisogno di attenzione assoluta.
La furia di Allegri, espulso nel finale, appartiene all’immagine di una vittoria che scappa dalle mani. La rabbia si comprende. La risposta utile dovrà arrivare nella capacità di difendere il prossimo vantaggio.
Il Maradona, parte della bellezza della partita
Circa cinquantamila spettatori, secondo il resoconto ANSA: la cornice di una gara capace di coinvolgere anche chi la segue dalla tribuna. È stata una bellissima partita anche sugli spalti, nel continuo passaggio fra l’esultanza, l’attesa e l’incredulità del finale. Il Maradona ha avuto molto da applaudire e molto da rimpiangere.
È questa la bellezza più difficile da raccontare quando il risultato fa male: puoi uscire arrabbiato e sapere di aver visto calcio. La rovesciata, i due gol di Scott, una partita che sembra chiudersi e invece si riapre. Nessuna di queste immagini restituisce i punti lasciati per strada. Tutte spiegano perché la prestazione meriti di essere conservata, insieme alla lezione del suo finale.
Portare la qualità dentro la classifica
L’ottava giornata lascia il Napoli al decimo posto con undici punti. Monza–Napoli, in programma il 28 ottobre, sarà il prossimo esame. La prestazione contro la Roma offre elementi per affrontarlo con fiducia; il pareggio chiede un cambiamento concreto nella gestione delle partite.
Il Napoli ha mostrato quanto può essere bello il suo calcio. Ora deve riuscire a farlo pesare per intero. Dopo una serata così il rimpianto è inevitabile, ma può diventare utile soltanto se alla prossima occasione la qualità sarà accompagnata dalla lucidità necessaria a chiudere il lavoro.
I numeri
- Partita
- 24 ottobre 2026 · Napoli–Roma 3–3
- Serie A
- 8ª giornata · Napoli decimo con 11 punti
- Prossima gara
- 28 ottobre 2026 · Monza–Napoli