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Roberto Scarnecchia

Roberto Scarnecchia gioca nel Napoli del 1982/83, dopo gli anni nella Roma di Liedholm. Ala sinistra veloce, passa poi da Pisa e Milan; a Barletta ritrova continuità e una promozione. Dopo il calcio costruisce una nuova professione ai fornelli.

Roberto Scarnecchia

Siena, stadio del Rastrello, 24 maggio 1987. Il centrocampista barlettano Roberto Scarnecchia in azione nella gara tra Siena e Barletta (0-0) valevole per la 32ª giornata del campionato italiano di Serie C1 1986-1987, girone B; nell'occasione Scarnecchia indossa la seconda divisa barlettana dell'epoca, rossa con dettagli bianchi. Foto: Enrico Calderoni · Pubblico dominio in Italia (PD-Italia; dichiarazione della pagina del file) · Provenienza e licenza

L’ala della Roma di Liedholm

Roberto Scarnecchia arriva alla Roma dall’Almas, la società romana in cui si è formato. È un esterno mancino, capace di sviluppare l’azione lungo la fascia: nella squadra di Liedholm trova spazio fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, partecipando alle vittorie in Coppa Italia del 1980 e del 1981.

Passa al Napoli nell’estate del 1982. L’annata comincia con Giacomini, prosegue attraverso il breve incarico di Rambone e si conclude con Pesaola. Il cambio continuo della guida tecnica accompagna un campionato difficile, terminato al decimo posto. Scarnecchia disputa quindici partite di Serie A senza segnare. La permanenza azzurra dura una stagione: nel 1983 si trasferisce al Pisa.

La scelta di Barletta

Dopo il Pisa raggiunge il Milan di Liedholm nel 1984. L’esperienza rossonera si chiude con undici presenze in campionato, poi il suo percorso torna a incrociare la società toscana. Il trasferimento al Barletta apre una fase diversa, in cui la categoria inferiore offre un ruolo più continuo.

Nell’intervista del 2012 Scarnecchia racconta che la scelta nasce dopo una lunga controversia fra Milan e Pisa sulla proprietà del cartellino. Durante il mercato incontra il presidente Franco Di Cosola e accetta un contratto biennale. Con il Barletta conquista la promozione del 1986/87 e la salvezza nel campionato successivo. A distanza di anni ricorda entrambe fra le esperienze sportive più care, mantenendo un legame con la città e i tifosi.

La Pro Patria e una seconda professione

Dopo Barletta gioca per due anni nella Pro Patria, come racconta nella stessa intervista. Il trasferimento gli consente di avvicinarsi a Milano. In seguito lavora anche come allenatore, passando, fra le altre squadre, da Seregno e Merate.

La cucina diventa poi una professione. Nel colloquio con il Corriere dello Sport del 2014 fa risalire la passione alla madre e ai pranzi di famiglia a Lavinio. Ricorda che già durante gli anni da calciatore i compagni andavano volentieri a mangiare da lui; più tardi comincia a lavorare nel ristorante aperto dal padre. Il passaggio dai campi ai fornelli ha così una storia personale precedente al ritiro, oltre alle successive esperienze imprenditoriali.

La carriera · tutti i club

Stagione / periodoSquadraCampionatoPres.Gol
1976/77Almas RomaSerie D347
1977/78RomaA60
1978/79RomaA120
1979/80RomaA81
1980/81RomaA252
1981/82RomaA200
1982/83NapoliSerie A150
1983/84PisaSerie A130
1984/85MilanSerie A110
1985/86PisaSerie A00
1986/87BarlettaSerie C1245
1987/88BarlettaSerie B332
1988/89Pro PatriaCampionato Interregionale——
1989/90Pro PatriaCampionato Interregionale——

Presenze e gol in campionato. In azzurro le stagioni al Napoli; — indica un dato non disponibile.

Stagioni al Napoli · rendimento per competizione

StagioneCompetizionePres.GolAssistAmm.Esp.MinutiTitolareSubentrato
1982/83Coppa Italia20————11
1982/83Coppa UEFA00————00
1982/83Serie A150———69469

— = dato non disponibile; ≥ = valore minimo documentato. I numeri riguardano la competizione indicata.

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