Allenatore del Napoli · 2015/16–2017/18
Maurizio Sarri
Maurizio Sarri costruisce un Napoli riconoscibile per il gioco collettivo e la continuità dei risultati. Higuaín segna 36 gol nella prima stagione; dopo la sua partenza, Mertens diventa il riferimento centrale dell’attacco. Il ciclo culmina nel campionato da 91 punti del 2018, con il gol di Koulibaly a Torino e una corsa scudetto conclusa al secondo posto.

Maurizio Sarri alla rassegna Comunicare di Castelfranco Piandiscò, 28 giugno 2022 Foto: andtrap · CC BY-SA 4.0 · Provenienza e licenza
2015/16 · Il Napoli di Higuaín
Sarri arriva dall’Empoli nell’estate 2015 e prende il posto di Benítez. Il suo lavoro porta la squadra a trovare un equilibrio nel 4–3–3, con il centrocampo e gli esterni coinvolti nella costruzione delle occasioni. Higuaín è il protagonista davanti alla porta: nell’ultima giornata, contro il Frosinone, segna una tripletta nel 4–0 del San Paolo. Chiude così con 36 reti in campionato, superando il primato di Gunnar Nordahl nella Serie A a girone unico. Il Napoli termina secondo e si qualifica direttamente alla fase a gironi della Champions League.
2016/17 · Mertens al centro dell’attacco
La partenza di Higuaín per la Juventus obbliga il Napoli a trovare una nuova soluzione offensiva. L’infortunio di Milik rende ancora più difficile il passaggio, ma Sarri impiega Mertens al centro dell’attacco e la squadra conserva la capacità di segnare. Insigne e Callejón restano i riferimenti ai lati, mentre il lavoro collettivo rende l’attacco meno dipendente da un solo centravanti. Gli azzurri chiudono terzi in campionato; in Champions League superano il girone e affrontano il Real Madrid negli ottavi. La qualificazione si ferma lì, contro la squadra destinata a vincere il torneo.
2017/18 · Il gol di Koulibaly a Torino
Il terzo campionato mantiene il Napoli nella corsa al titolo fino alle ultime settimane. Il 22 aprile 2018, sul campo della Juventus, Koulibaly segna di testa il gol dell’1–0: una vittoria che riapre il confronto e diventa una delle immagini più ricordate del ciclo. La settimana successiva, però, il Napoli perde 3–0 a Firenze e non riesce a completare il sorpasso. La squadra termina al secondo posto con 91 punti, quattro meno della Juventus. Il record di punti del club esprime la continuità della stagione, ma non basta per vincere lo scudetto.
Un’identità che resta nella memoria
Il triennio di Sarri comprende due secondi posti e un terzo, senza un trofeo conquistato. Nelle coppe il Napoli vive percorsi alterni: gli ottavi di Champions del 2017 sono il risultato europeo più avanzato della gestione, mentre nell’ultima annata il passaggio dalla Champions all’Europa League si conclude contro il Lipsia. La sua eredità resta soprattutto nella riconoscibilità della squadra: combinazioni veloci, partecipazione del centrocampo e intesa fra Mertens, Insigne e Callejón. Nell’estate 2018 la panchina passa a Carlo Ancelotti, mentre il ricordo del campionato da 91 punti rimane parte della storia azzurra.
Il percorso
- Estate 2015Da Empoli a Napoli
Sarri prende la guida della prima squadra.
- 14 maggio 2016Le 36 reti di Higuaín
La tripletta al Frosinone conclude un campionato da record per il centravanti.
- 2016/17La nuova posizione di Mertens
L’attaccante belga diventa il riferimento centrale dell’attacco.
- 22 aprile 2018Il colpo di Koulibaly
Il Napoli vince 1–0 a Torino contro la Juventus.
- 2017/18Novantuno punti
Il triennio si chiude con il secondo posto in campionato.
I numeri
- Stagioni al Napoli
- Dal 2015/16 al 2017/18
- Piazzamenti in Serie A
- Secondo, terzo, secondo