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Massimo Giacomini

Giacomini arriva nel 1982 dopo le promozioni conquistate con Udinese e Milan. Il Napoli di Ramón Díaz cerca un nuovo ciclo, ma l’avvio di campionato lo porta presto nella lotta salvezza. La sua gestione termina dopo undici giornate, prima del lavoro condiviso di Pesaola e Rambone.

Massimo Giacomini

Massimo Giacomini Foto: Autore non identificato · Pubblico dominio in Italia (PD-Italia; dichiarazione della pagina del file) · Provenienza e licenza

L’Udinese del doppio salto

Prima della breve esperienza napoletana, Massimo Giacomini firma un’impresa che ne definisce il profilo di allenatore. Con l’Udinese ottiene due promozioni consecutive: dalla Serie C alla B nel 1978, poi alla A nel 1979. Il ritorno fra i cadetti diventa certo il 28 maggio 1978, con il 2–0 alla Pro Vercelli davanti al pubblico dello stadio Friuli. La stessa squadra conquista anche la Coppa Italia Semiprofessionisti e il Torneo Anglo-Italiano.

Il club friulano ricorda quel lavoro per il pressing, il ricorso al fuorigioco e una proposta di gioco ispirata al calcio olandese. Sono idee che accompagnano Giacomini anche nelle successive esperienze: il Milan, riportato in Serie A nel 1980/81, e il Torino precedono il suo arrivo a Napoli.

1982/83 · Le aspettative e le difficoltà

Il Napoli gli affida la panchina nell’estate del 1982, dopo il quarto posto ottenuto con Rino Marchesi. L’acquisto di Ramón Díaz alimenta l’attesa per un attacco più efficace, ma il campionato assume presto un altro volto. La squadra non trova continuità e si avvicina alla parte bassa della classifica.

In Europa supera la Dinamo Tbilisi: dopo il 2–1 subito in trasferta, il gol di Dal Fiume decide il ritorno al San Paolo. Il 2–2 complessivo premia il Napoli per la rete segnata fuori casa. Il turno successivo contro il Kaiserslautern si chiude invece con due sconfitte. Il percorso UEFA termina mentre cresce la difficoltà in campionato.

Novembre 1982 · Il cambio di guida

La sconfitta per 1–0 a Cagliari, nell’undicesima giornata, precede l’esonero. Il Napoli affida la squadra al direttore tecnico Bruno Pesaola e all’allenatore Gennaro Rambone. La salvezza arriverà soltanto nell’ultima giornata: il decimo posto finale appartiene al bilancio dell’intera annata e non descrive da solo la gestione Giacomini.

La breve parentesi napoletana va quindi letta dentro una carriera più ampia. Dopo il 1982 Giacomini continua ad allenare, fra le altre, Triestina, Perugia e Venezia, e diventa anche commentatore televisivo. Il suo nome resta soprattutto legato alla trasformazione dell’Udinese alla fine degli anni Settanta.

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