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Rino Marchesi

Rino Marchesi guida il Napoli che nel 1981 torna a lottare per lo scudetto, poi accompagna l’esordio italiano di Maradona. Fra i due periodi c’è anche un ritorno durante la stagione 1983/84, nella corsa per la salvezza. Il suo lavoro attraversa il Napoli di Krol e quello dei nuovi protagonisti argentini, prima dell’arrivo di Ottavio Bianchi.

Rino Marchesi

Heilo, Noord-Holland. Inter Milaan in Motel Heilo. Trainer Rino Marchesi. Foto: Original: Anefo Derivative work: Danyele · CC BY 4.0 · Provenienza e licenza

Dal campo alla panchina

Difensore e centrocampista prima che allenatore, Rino Marchesi porta in panchina l’esperienza maturata ai massimi livelli. Con la Fiorentina partecipa alla conquista della Coppa delle Coppe del 1961 e vince due Coppe Italia e una Mitropa Cup. Dopo gli anni nella Lazio conclude l’attività agonistica al Prato. Montevarchi, Mantova e Ternana sono le prime tappe del mestiere di tecnico; con l’Avellino ottiene due salvezze in Serie A prima di arrivare al Napoli nel 1980. La sua prima squadra azzurra ha in Ruud Krol il riferimento della difesa e della costruzione del gioco.

1980/81 · Un Napoli nella corsa scudetto

Il Napoli di Marchesi costruisce una candidatura al titolo attraverso una difesa solida e la qualità di Krol. Il 4–0 alla Roma del 19 ottobre rende evidente il potenziale della squadra; nel ritorno gli azzurri restano a contatto con Juventus e Roma. Il passaggio più doloroso arriva il 26 aprile, contro il Perugia già retrocesso: un’autorete di Moreno Ferrario porta gli ospiti in vantaggio e il Napoli non riesce a recuperare. È una sconfitta che pesa sulla volata scudetto, seguita nel finale da quella casalinga con la Juventus.

Il terzo posto, con 38 punti, conserva il valore di un campionato che ha riportato Napoli fra le protagoniste e permette il ritorno in Coppa UEFA. Il risultato nasce da quattordici vittorie e da una squadra capace di subire soltanto ventuno gol in trenta partite.

1981/82 · La continuità europea

Il secondo campionato conferma Marchesi e Krol, ma modifica l’attacco e il centrocampo. Il Napoli cerca nuove soluzioni con Massimo Palanca, Antonio Criscimanni e gli altri innesti. Palanca segna una sola rete in Serie A; il contributo più continuo davanti alla porta arriva da Claudio Pellegrini, autore di undici gol. La squadra mantiene una buona tenuta difensiva, mentre i quindici pareggi ne limitano l’ascesa in classifica.

La vittoria per 3–1 a Cesena del 25 ottobre offre un esempio delle alternative offensive: dopo il gol di Palanca e la sua autorete, Musella e Damiani decidono la partita nel finale. Il Napoli chiude quarto a 35 punti e ottiene nuovamente la qualificazione UEFA. Nella coppa dell’annata, però, il cammino era già terminato contro il Radnički Niš.

1983/84 · Il ritorno per la salvezza

Marchesi torna durante un campionato difficile. Dopo venti giornate prende il posto di Pietro Santin e ha dieci partite per condurre il Napoli fuori dalla zona pericolosa. Il 3–0 al Catania del 15 aprile, con le reti di Dirceu, Dal Fiume e Pellegrini, è uno dei successi importanti di questa rincorsa. La vittoria contro l’Udinese alla penultima giornata mette al sicuro la permanenza in Serie A.

L’undicesimo posto finale e i 26 punti sono il bilancio dell’intero campionato, comprendendo entrambe le gestioni. Per Marchesi il compito di questa primavera è diverso da quello affrontato tre anni prima: ricostruire fiducia e risultati in una squadra che deve soprattutto conservare la categoria.

1984/85 · Il primo Napoli di Maradona

L’arrivo di Diego Armando Maradona cambia l’orizzonte del club. Marchesi è il suo primo allenatore in Italia e deve inserire il fuoriclasse in una squadra rinnovata anche da Daniel Bertoni e Salvatore Bagni. L’entusiasmo estivo non produce subito continuità: il Napoli fatica nella prima parte del torneo e resta lontano dalle posizioni europee. Il 4–3 all’Udinese del 6 gennaio e, nel ritorno, il 4–0 alla Lazio con tre gol di Diego mostrano il potenziale del nuovo attacco.

Maradona conclude la Serie A con quattordici reti, Bertoni con undici. Il rendimento migliora nettamente nella seconda metà del campionato, ma l’ottavo posto con 33 punti non basta per entrare nelle coppe. Nella stagione successiva la panchina passa a Ottavio Bianchi.

Le altre panchine

Fra le due esperienze napoletane Marchesi allena l’Inter nel 1982/83. Dopo il Napoli guida il Como e poi la Juventus, dal 1986 al 1988, lavorando con Michel Platini nell’ultima stagione del francese da calciatore. Il suo percorso prosegue con altre squadre, fra cui Udinese, Venezia, SPAL e Lecce. La storia al Napoli conserva due momenti distinti del suo lavoro: la corsa al titolo con Krol e la prima costruzione della squadra attorno a Maradona.

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