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La fascia del Veltro · 1933–1937

Attila Sallustro

Attila Sallustro riceve la fascia dopo Innocenti e guida il Napoli dal 1933/34 al 1936/37. Il primo periodo coincide con un altro terzo posto e con il debutto nella Coppa dell’Europa Centrale. Seguono il congedo di Garbutt, il cambio della presidenza e campionati più difficili. Il Veltro resta uno dei grandi riferimenti della squadra, prima del trasferimento alla Salernitana e del passaggio della fascia a Buscaglia.

Attila Sallustro calciatore del Napoli nel 1929

Attila Sallustro a Genova, prima della partita del 21 aprile 1929. Particolare della fotografia di squadra conservata su Wikimedia. Foto: Autore originale non identificato; ritaglio Wikimedia: Ortizesp · Public domain · Provenienza e licenza

Il Veltro e la fascia

La fascia arriva quando Sallustro è già il giocatore nel quale molti tifosi riconoscono il Napoli. Nato ad Asunción e cresciuto calcisticamente nelle squadre napoletane che precedono il club del 1926, è un centravanti veloce, ricordato come il Veltro. Con Innocenti aveva vissuto la crescita degli azzurri e l’arrivo di Garbutt. Nel 1933 ne raccoglie la responsabilità di capitano: il rapporto con il pubblico, costruito attraverso i gol e gli anni trascorsi in città, accompagna una squadra ormai capace di competere nella parte alta della Serie A.

1933/34 · Un altro terzo posto e l’Europa

Il primo campionato da capitano termina con il Napoli terzo, dietro Juventus e Ambrosiana. Vojak segna ventuno gol e il gruppo di Garbutt ottiene l’accesso alla Coppa dell’Europa Centrale. Nel giugno 1934 gli azzurri affrontano l’Admira Vienna: pareggiano 0–0 fuori casa e 2–2 al ritorno, prima della sconfitta per 5–0 nello spareggio di Zurigo. È il debutto internazionale del club. I due pareggi rendono necessario un terzo incontro: la prima esperienza europea si chiude così lontano da Napoli, sul campo neutro svizzero.

1934/35 · L’ultimo campionato di Garbutt

Il Napoli torna a giocare allo stadio Partenopeo e conclude settimo con ventinove punti. Sallustro resta capitano, ma la squadra non ripete i due terzi posti precedenti. Tra le vittorie casalinghe ci sono il 6–0 sul Palermo e il 3–0 sulla Lazio; i risultati contro le formazioni più forti sono meno favorevoli. Al termine dell’annata Garbutt lascia la panchina. Per il capitano finisce il lungo periodo con l’allenatore che aveva accompagnato il passaggio dalla Divisione Nazionale alla Serie A.

1935/36 · Nuovi uomini, vecchi riferimenti

Károly Csapkay prende il posto di Garbutt e diversi protagonisti del ciclo precedente lasciano il Napoli. Sallustro, Buscaglia e Rossetti restano fra gli uomini di esperienza. Il campionato si chiude all’ottavo posto, mentre in Coppa Italia la squadra arriva ai quarti di finale. Due vittorie per 1–0 sul Milan segnano l’annata: Sallustro decide la gara di Napoli, Venditto quella di Milano. Nel marzo 1936 Achille Lauro assume la presidenza, mentre anche la struttura della squadra continua a cambiare.

1936/37 · L’ultima stagione azzurra

Con Angelo Mattea in panchina, il Napoli lotta nella parte bassa della classifica e termina tredicesimo con ventiquattro punti. Sallustro vive l’ultima stagione in maglia azzurra, insieme a compagni che avevano attraversato il primo decennio del club. Non arriva una nuova risalita: in Coppa Italia il percorso si ferma ancora ai quarti, questa volta contro la Roma. Nell’estate 1937 il centravanti passa alla Salernitana e la fascia viene affidata a Carlo Buscaglia. Il legame di Sallustro con Napoli continuerà poi in altre funzioni, anche nella direzione del San Paolo.

I numeri

Stagioni da capitano
Dal 1933/34 al 1936/37
Predecessore
Paulo Innocenti
Successore
Carlo Buscaglia

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