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Il Petisso capitano · 1953–1960

Bruno Pesaola

Bruno Pesaola porta la fascia dal 1953/54 al 1959/60, dopo aver raccolto quella di Amadei. Il Petisso attraversa il ciclo di Monzeglio, il passaggio del Fornaretto alla panchina e gli anni di Vinício. Il quarto posto del 1958 e le vittorie sulla Juventus segnano alcuni dei momenti migliori. Nell’ultima stagione da capitano il Napoli lascia il Vomero e inaugura il San Paolo. Pesaola parte poi per Genova; Bugatti ne prende il posto con la fascia.

Bruno Pesaola

Bruno Pesaola alla guida della Fiorentina, fra il 1968 e il 1971. Foto: Autore non identificato · Public domain · Provenienza e licenza

Il Petisso prima della panchina

Pesaola arriva dal Novara nel 1952, insieme alla stagione del grande investimento su Jeppson. È un’ala e diventa presto uno degli uomini più riconoscibili del Napoli. Dal campionato seguente porta la fascia, che mantiene per sette annate. Il soprannome Petisso e il rapporto con la città accompagneranno anche la carriera successiva da allenatore, ma questa fase nasce ancora sul campo: accanto agli attaccanti degli anni Cinquanta, Pesaola vive prima al Vomero e poi al San Paolo l’ultima parte del suo percorso da calciatore azzurro.

1953/54 · Jeppson e il nuovo portiere

La prima stagione da capitano coincide con l’arrivo di Ottavio Bugatti dalla SPAL. Il Napoli di Monzeglio termina quinto con trentotto punti. Jeppson segna venti gol; quattro arrivano nel successo per 6–3 sull’Atalanta. Un’altra giornata significativa è la vittoria per 2–1 sull’Inter al Vomero, decisa dalla doppietta di Ciccarelli. Pesaola porta la fascia in una squadra che resta nella parte alta della classifica, senza ripetere il quarto posto dell’anno precedente. Bugatti comincia intanto il lungo periodo fra i pali azzurri.

1954/55 · Una primavera che non basta

Il Napoli conclude sesto con trentotto punti. La stagione comprende vittorie importanti, fra le quali il 3–1 sull’Udinese, il 2–0 sulla Roma e il 4–1 sull’Inter. Il gruppo di Monzeglio risale durante la primavera, ma il finale non mantiene lo stesso passo. La sconfitta per 5–2 con la Sampdoria precede il pareggio per 1–1 contro il Catania, nel quale segna Pesaola. Il capitano vive così una seconda annata nella metà superiore della classifica, prima dei cambi che accompagneranno l’arrivo di Vinício.

1955/56 · Vinício e il cambio di allenatore

Vinício comincia la sua esperienza napoletana con due gol nel 2–2 contro il Torino. L’attacco dispone anche di Jeppson, ma il campionato si complica e il Napoli termina quattordicesimo con trentadue punti. Il successo per 8–1 sulla Pro Patria mostra le possibilità offensive della squadra, senza cancellarne la discontinuità. Durante la stagione Monzeglio lascia la panchina ad Amadei. Pesaola resta capitano: il compagno dal quale aveva ricevuto la fascia assume ora una responsabilità diversa, quella di allenatore.

1956/57 · Cinque gol al Milan in un tempo

Il Napoli vince per 5–3 sul campo del Milan, dopo essere arrivato all’intervallo sul 5–0. Pesaola e Vinício segnano due volte ciascuno; Posio completa le cinque reti azzurre. La partenza della squadra di Amadei è promettente, ma il girone di ritorno non conserva quella continuità. Il campionato termina all’undicesimo posto con trentadue punti. La grande giornata di Milano resta quindi dentro un’annata dagli esiti contrastanti, prima del rilancio che arriverà nella stagione successiva.

1957/58 · Due vittorie sulla Juventus

Il Napoli torna al quarto posto con quaranta punti, dietro Juventus, Fiorentina e Padova. Il 3–1 di Torino, ottenuto anche grazie alle parate di Bugatti, è seguito dal 4–3 del ritorno al Vomero. In quella partita la rete conclusiva di Bertucco decide un confronto ricco di cambiamenti nel punteggio. Vinício e Di Giacomo sono fra i riferimenti dell’attacco, mentre Pesaola mantiene la fascia. Amadei riceve il Seminatore d’oro: è uno dei campionati più riusciti del Napoli prima degli anni Sessanta.

1958/59 · Un campionato meno brillante

L’arrivo di Del Vecchio e Alessandro Vitali non porta il Napoli a migliorare il risultato precedente. Gli azzurri chiudono settimi con trentaquattro punti. La stagione comprende anche sconfitte pesanti, fra le quali l’8–0 sul campo della Roma. Pesaola resta capitano nel gruppo di Amadei, che al termine dell’annata lascia temporaneamente la guida tecnica. Il nuovo campionato comincerà con Frossi: l’ultima stagione della fascia del Petisso si aprirà quindi con un’altra organizzazione della panchina.

1959/60 · La fascia nel giorno del San Paolo

L’avvio con Frossi è difficile e la società richiama Amadei. Il 6 dicembre 1959 il Napoli inaugura il San Paolo battendo la Juventus per 2–1, con i gol di Vitali e Vinício. Pesaola è ancora capitano nel giorno che segna il passaggio dal Vomero a Fuorigrotta. Il campionato termina tredicesimo con ventinove punti. Dopo otto stagioni da calciatore azzurro il Petisso passa al Genoa e la fascia viene affidata a Bugatti. Tornerà poi al Napoli da allenatore, in un altro capitolo della sua lunga storia cittadina.

I numeri

Stagioni da capitano
Dal 1953/54 al 1959/60
Soprannome
Petisso
Successore
Ottavio Bugatti

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