1930–1942 · Vesuvio, Ascarelli, Partenopeo
Stadio Giorgio Ascarelli
Costruito nel rione Luzzatti su iniziativa di Giorgio Ascarelli, il nuovo stadio apre nel 1930 con il nome Vesuvio. Dopo la morte del presidente viene intitolato al fondatore del Napoli; nel 1934 assume il nome Partenopeo. La guerra ne interrompe la storia e costringe gli azzurri a tornare al Vomero.

Stadio Giorgio Ascarelli · 1934 Foto: Autore non identificato · Il Littoriale, giugno 1934 · Public domain · Provenienza e licenza
Il progetto di Ascarelli
Giorgio Ascarelli vuole dare al Napoli un campo proprio e commissiona nel 1929 la costruzione del nuovo impianto nel rione Luzzatti. L’apertura ufficiale del 23 febbraio 1930 è celebrata da Napoli–Juventus, terminata 2–2. Il nome iniziale è Stadio Vesuvio; dopo la prematura morte del presidente, nel marzo 1930, diventa Stadio Giorgio Ascarelli.
I Mondiali e il cambio di nome
L’impianto viene ricostruito e ampliato per i Mondiali del 1934. Durante i lavori il Napoli disputa la stagione 1933/34 al Vomero. La nuova denominazione Partenopeo sostituisce quella di Ascarelli nel contesto del regime fascista e della discriminazione del presidente di origine ebraica. Il cambiamento precede le leggi razziali del 1938: attribuirlo a quelle leggi sarebbe una ricostruzione cronologicamente sbagliata.
La fine durante la guerra
Il campo torna a ospitare il Napoli dopo la ricostruzione del 1934. I bombardamenti della seconda guerra mondiale lo distruggono: l’annuario CONI colloca la devastazione nel 1942. La perdita dello stadio rende duraturo il trasferimento al Vomero. Nel dopoguerra l’area viene trasformata; il nome Ascarelli resta nella memoria del quartiere e della società.