Napolipedia
Esplora le sezioni ▾
← Capitani

Totonnò, dodici stagioni con la fascia · 1966–1978*

Antonio Juliano

Antonio Juliano è il capitano che attraversa il Napoli di Sívori e Altafini, quello di Chiappella e la squadra di Vinício. Cresciuto nelle giovanili, rappresenta in campo il legame con la città. Le dodici stagioni della fascia comprendono due secondi posti, la Coppa Italia del 1976 e la Coppa di Lega Anglo-Italiana. Il gol segnato alla Juventus nel 1975 appartiene alla corsa verso uno scudetto sfiorato. Dopo il congedo da calciatore, il suo rapporto con il club prosegue da dirigente.

Antonio Juliano al centro con Dino Zoff e Kurt Hamrin nel gennaio 1970

Antonio Juliano al centro, fra Dino Zoff e Kurt Hamrin, all’arrivo del Napoli a Schiphol, 5 gennaio 1970 Foto: Eric Koch for Anefo · CC BY-SA 3.0 nl · Provenienza e licenza

Totonnò, un capitano della città

Juliano cresce nelle giovanili del Napoli e raggiunge la prima squadra nel periodo della Coppa Italia del 1962. Il soprannome Totonnò accompagna un centrocampista che diventa riferimento tecnico e simbolo del club. Da giovane vive la promozione e le difficoltà della Serie B; con la fascia attraversa invece il rilancio della seconda metà degli anni Sessanta e l’intero decennio successivo. Il suo modo di stare al centro del gioco offre continuità a squadre che cambiano attaccanti, allenatori e obiettivi.

1966/67 · La fascia nella squadra di Pesaola

Il periodo da capitano di Juliano si apre nella squadra che ha appena conquistato il terzo posto e la Coppa delle Alpi. Il Napoli di Pesaola vince le prime quattro partite di campionato, poi incontra un percorso meno regolare. Il quarto posto finale, con quarantaquattro punti, conferma comunque la presenza nella parte alta della Serie A. Altafini segna sedici reti e decide anche il 2–1 sul Torino dell’ultima giornata. Ronzon è ancora in organico: il passaggio della fascia appartiene a una trasformazione interna del gruppo, prima della sua partenza.

1967/68 · Il secondo posto e un titolo europeo

L’arrivo di Dino Zoff rafforza la squadra di Pesaola. Il Napoli termina secondo con trentasette punti, alle spalle del Milan: è il miglior piazzamento azzurro raggiunto fino a quel momento. Fra le vittorie ci sono i due successi per 2–1 sull’Inter, al San Paolo e a Milano. Juliano è capitano in una formazione ormai stabilmente competitiva. In giugno entra anche nella storia della Nazionale campione d’Europa, insieme a Zoff. L’annata chiude il ciclo di Pesaola prima del passaggio dell’allenatore alla Fiorentina.

1968/69 · La fine dell’epoca di Sívori

Chiappella prende la guida tecnica in una stagione segnata dai cambi societari che portano Ferlaino alla presidenza. Il Napoli conclude settimo con trentadue punti. La vittoria per 2–1 sulla Juventus, con due gol di Montefusco, coincide con l’ultima partita di Sívori in azzurro: un incontro rimasto nella memoria anche per gli scontri in campo e le sanzioni successive. Juliano resta capitano mentre un protagonista dell’attacco lascia il club. Il suo ruolo di continuità diventa particolarmente importante in un’annata nella quale cambiano diversi equilibri della squadra.

1969/70 · La vittoria sul campo dei campioni

Il Napoli di Chiappella batte per 2–1 la Fiorentina, campione d’Italia, sul suo campo. Segnano Ottavio Bianchi e Gianni Improta: è una delle giornate più riuscite di un campionato concluso al sesto posto con trentuno punti. Arriva anche l’1–0 sulla Juventus, firmato da Altafini su rigore. Juliano continua a guidare il centrocampo azzurro; nell’estate successiva partecipa ai Mondiali in Messico e alla finale contro il Brasile. Il percorso con la Nazionale si affianca alla responsabilità della fascia napoletana, senza interrompere il rapporto con il club.

1970/71 · Una squadra che torna a inseguire il vertice

Il Napoli conclude terzo con trentanove punti. Zoff difende una porta che subisce soltanto diciannove reti, il miglior dato del campionato, mentre Juliano resta al centro della costruzione del gioco. La squadra di Chiappella arriva a contendere il vertice alle milanesi: lo scontro diretto sul campo dell’Inter termina però 2–1 per i nerazzurri. Il terzo posto riporta gli azzurri fra le protagoniste del torneo. Per il capitano è un’altra annata di alta classifica, prima di una stagione che offrirà soprattutto una nuova occasione in Coppa Italia.

1971/72 · Una finale dieci anni dopo

Il campionato termina all’ottavo posto, con ventotto punti e sedici pareggi. La Coppa Italia dà alla stagione un esito diverso: il Napoli raggiunge la finale del 5 luglio 1972, all’Olimpico. Il Milan vince per 2–0, con l’autorete di Panzanato e il gol di Rosato. Juliano torna così a disputare la partita che assegna il trofeo, dieci anni dopo il successo vissuto da giovane. La sconfitta chiude una possibilità importante; nello stesso periodo partono Zoff e Altafini, aprendo una fase di rinnovamento attorno al capitano.

1972/73 · Il rinnovamento prima di Vinício

La partenza di Zoff e Altafini cambia due riferimenti fondamentali del Napoli. Arrivano, fra gli altri, Vavassori e Bruscolotti; Juliano rimane capitano nel gruppo di Chiappella. La squadra termina nona con ventotto punti e segna soltanto diciotto reti. Il successo per 2–0 sull’Inter e l’1–0 sulla Lazio nell’ultima giornata sono fra i risultati migliori, ma non cancellano un’annata distante dal vertice. La società sceglie quindi Vinício: il capitano rimane in una squadra che sta per modificare profondamente il proprio modo di giocare.

1973/74 · Il centrocampo nel Napoli di Vinício

Vinício introduce un calcio più dinamico e il Napoli risale al terzo posto con trentasei punti. Clerici e Braglia rafforzano l’attacco, mentre la regia di Juliano accompagna la nuova organizzazione. Il successo per 1–0 sulla Roma all’Olimpico, deciso da Braglia, è una delle partite che danno consistenza alla corsa azzurra. Il capitano vive il cambiamento tecnico dall’interno, dopo gli anni di Chiappella. Il piazzamento finale riporta il Napoli vicino alle prime e prepara la stagione nella quale lo scudetto sembrerà ancora più raggiungibile.

1974/75 · Il gol di Torino e lo scudetto sfiorato

Il 6 aprile 1975 il Napoli affronta la Juventus a Torino nello scontro diretto per il titolo. Causio segna per i bianconeri; Juliano pareggia, riportando gli azzurri dentro la partita. Nel finale decide però Altafini, suo ex compagno a Napoli: il 2–1 pesa sulla corsa allo scudetto. La domenica seguente gli azzurri battono la Ternana per 7–1. Il campionato termina al secondo posto, con quarantuno punti contro i quarantatré della Juventus. Per Totonnò, quel gol da capitano resta legato a una delle occasioni più grandi prima degli scudetti di Maradona.

1975/76 · La Coppa Italia da capitano

L’acquisto di Savoldi accompagna le ambizioni di un Napoli che finisce quinto con trentasei punti. La Coppa Italia permette però a Juliano di raggiungere un traguardo diverso: vincerla da capitano della squadra della sua città. Il 29 giugno 1976 la finale contro il Verona rimane in equilibrio fino all’ultima parte, poi l’autorete di Ginulfi, il gol di Braglia e due reti di Savoldi fissano il 4–0. Quattordici anni dopo il primo trofeo, Totonnò è ancora nel gruppo azzurro; questa volta porta la fascia nel successo dell’Olimpico.

1976/77 · Una coppa inglese e la semifinale europea

Pesaola torna sulla panchina e il Napoli affronta la Coppa delle Coppe. Supera Bodø/Glimt, APOEL e Śląsk Wrocław, poi incontra l’Anderlecht in semifinale. Al San Paolo il gol di Bruscolotti vale l’1–0; il ritorno in Belgio termina 2–0 e chiude il percorso. La stagione comprende anche la Coppa di Lega Anglo-Italiana: dopo la sconfitta per 1–0 a Southampton, gli azzurri vincono per 4–0 a Napoli e conquistano il trofeo. Juliano è capitano in un’annata che offre un’altra coppa e una delle migliori campagne europee del club.

1977/78 · L’ultima annata con la fascia azzurra

Con Gianni Di Marzio il Napoli chiude sesto con trenta punti e raggiunge ancora la finale di Coppa Italia. Contro l’Inter, all’Olimpico, Restelli apre il punteggio; Bini e Altobelli ribaltano però la partita fino al 2–1 nerazzurro. In campionato rimane anche il 5–0 sul Foggia, con quattro reti di Savoldi. È l’ultima stagione napoletana di Juliano da calciatore: passa al Bologna e la fascia va a Bruscolotti. Il lungo rapporto con il Napoli continuerà da dirigente, fino al ruolo avuto nell’arrivo di Maradona nel 1984.

I numeri

Periodo da capitano
Dal 1966/67 al 1977/78*
Trofei nel periodo della fascia
Coppa Italia e Coppa di Lega Anglo-Italiana, 1976
Successore
Giuseppe Bruscolotti

Continua a esplorare

* La cronologia generale dei capitani e un’altra fonte indicano dodici stagioni, dal 1966 al 1978. La successione con Ronzon presenta indicazioni diverse nelle fonti biografiche, riportate nella sua scheda. Gli intervalli descrivono il ruolo nel gruppo, non l’assegnazione della fascia in ogni singola gara.

Consulta le fonti della scheda